Preparazione e concentrazione

Foto Daniele Anile

Entro nella sala riunioni della palestra, e sul lungo tavolo che occupa quasi tutta la stanza, trovo due mie allieve di seconda media, intente a fare i compiti prima di iniziare l’allenamento. La prima cosa che mi colpisce è la differenza fra le loro postazioni di lavoro; la prima ha tutti i libri aperti alla rinfusa che si sovrappongono fra di loro è il suo disordine stride con la meticolosità e la perfetta disposizione dei volumi dell’altra ragazza. Chiedo loro cosa stiano facendo e la disordinata. Stiracchiandosi pericolosamente in bilico sulla sedia, mi risponde annoiata che sta solo ripassando storia, mentre l’altra, senza neanche alzare gli occhi dal libro, mi dice solo: “Matematica. Domani ho il compito”. Più colpito dal tono che dalla frase in sé, le saluto velocemente ed esco per non disturbarle; anzi, per non disturbare quella che domani dovrà affrontare il compito in classe. Ma mentre raggiungo la sala, non posso non riflettere Continua a leggere

Sport o duello?

Foto Daniele Anile

Oggi ho scandalizzato i miei allievi; ho chiesto loro perché la lama della loro spada si deve piegare quando arriva sul bersaglio, e loro giustamente mi hanno risposto che lo deve fare per assorbire la forza dell’impatto e quindi fondamentalmente evitare di fare male all’avversario. Tutto esatto. Il motivo è quello.
Però dopo ho raccontato cosa immaginavo io da bambino, e cosa spesso immagino ancora adesso: ho spiegato loro che quando a carnevale giocavo vestito da Zorro con il mio amico che si mascherava da pirata in duelli mitici e interminabili, il vincitore per decretare la sua vittoria doveva infilzare il suo nemico, e per simulare la scena, con annessa smorfia di sofferenza, si infilava la lama di plastica (rigorosamente dritta e nera per Zorro, ricurva e argentata quella del pirata), sotto l’ascella del “moriturus” di turno (rigorosamente si faceva una volta per uno), a immaginare che la parte Continua a leggere

La scelta del posto

Foto Daniele Anile

Quando sali su un treno puoi fare una scelta: soprattutto se hai la fortuna di trovare la carrozza quasi vuota. Puoi scegliere di sederti verso la tua destinazione, o con la schiena contro di essa. Può sembrare una scelta futile, quasi inutile, dettata solo da un capriccio del momento, o più semplicemente dal caso; oppure può nascondere un piccolo segno del tuo modo di vedere la vita, di percorrerla. Infatti, guardando fuori dal finestrino, distrattamente come capita spesso a me quando viaggio in treno, immerso nei miei pensieri, con una giusta colonna sonora nelle orecchie ad accompagnare il flusso ininterrotto della mia mente, puoi osservare il paesaggio scorrere via, guardando il punto di partenza allontanarsi, rimpicciolirsi lentamente, fino a scomparire dietro montagne, campi e città; oppure puoi concentrarti sulla tua destinazione, vederla avvicinarsi, aspettare quasi che ti sorprenda Continua a leggere