Archivi categoria: Racconti

In un giorno di pioggia

L’acqua gli scivolava addosso, incorniciandogli il viso con i suoi capelli, lunghi fino alle spalle, che totalmente bagnati, sembravano ancora più neri di quanto realmente fossero; lui camminava quasi non accorgendosi degli sguardi stupiti di quelli che lo incrociavano, ben protetti dia loro ombrelli; che pensassero pure quello che gli pareva, che gli affibbiassero pure categorie e difetti; in quel momento nulla poteva toccarlo. Il suo dolore era più forte ed era lo scudo perfetto per tutti i loro giudizi. Con gesto automatico, raggiunse nella tasca il suo ipod, e fece partire la riproduzione casuale, divertendosi, come al solito, solo per un attimo, a pregustare ipotetici giochi del destino…e come ogni volta, ad avere conferma, di come il destino non esista. Infatti un brano di pop iper commerciale gli violentò le orecchie, e subito, infastidito, passò alla traccia successiva, già sicuro di dover ripetere l’operazione almeno una decina di volte prima di ritenersi soddisfatto. Una voce di donna, vellutata e lievemente triste, gli solleticò l’udito, con una melodia dal sapore irlandese…”Un giorno di pioggia”, dei Modena City Ramblers. Per un istante pensò che il destino si fosse offeso per la sua scarsa fiducia nelle sua esistenza Continua a leggere

Il lungo addio

Ci sono persone che si perdono in un addio mai detto. Si guardano un’ultima volta non sapendo che sarà l’ultima. Nascondono dentro di sé domande a cui nessuno darà risposta, e poi, con il passare del tempo, si dimenticano cosa volevano domandare. Ogni mattina si svegliano e appena aprono gli occhi il primo pensiero della giornata è rivolto verso quella persona; il primo sguardo al telefonino è a cercare un messaggio o una chiamata di lui, o di lei. Si trascinano lungo giornate in cui cercano di ubriacarsi di impegni sempre maggiori, per imbrigliare e imbrogliare le loro menti. Mettono su corazze Continua a leggere

La scelta del posto

Foto Daniele Anile

Quando sali su un treno puoi fare una scelta: soprattutto se hai la fortuna di trovare la carrozza quasi vuota. Puoi scegliere di sederti verso la tua destinazione, o con la schiena contro di essa. Può sembrare una scelta futile, quasi inutile, dettata solo da un capriccio del momento, o più semplicemente dal caso; oppure può nascondere un piccolo segno del tuo modo di vedere la vita, di percorrerla. Infatti, guardando fuori dal finestrino, distrattamente come capita spesso a me quando viaggio in treno, immerso nei miei pensieri, con una giusta colonna sonora nelle orecchie ad accompagnare il flusso ininterrotto della mia mente, puoi osservare il paesaggio scorrere via, guardando il punto di partenza allontanarsi, rimpicciolirsi lentamente, fino a scomparire dietro montagne, campi e città; oppure puoi concentrarti sulla tua destinazione, vederla avvicinarsi, aspettare quasi che ti sorprenda Continua a leggere