Archivio mensile:dicembre 2016

Un amaro Natale

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Non so perché mi colpisca tanto; forse perché ho 2 figlie femmine, e per loro ho sempre immaginato una vita di viaggi senza frontiere, per imparare che la vera conoscenza sia non pensare che il mondo finisca alle porte delle nostre piccole città; o forse perché in passato ho fatto parte anche io della cosiddetta generazione erasmus, anche se indirettamente, e ho sperimentato sulla mia pelle l’ebbrezza e la paura di sentirmi straniero e allo stesso tempo libero; o forse ancora perché domani è Natale e per raggiungere la famiglia sono passato proprio da Sulmona, nel cui cimitero, da oggi, riposeranno i suoi sogni. Ma, con in braccio mia figlia, guardo le immagini dell’aereo che riporta a casa il suo corpo, e scopro delle lacrime che rigano il mio viso. E vorrei trovare rabbia Continua a leggere

Effetto collaterale

Foto Daniele Anile

 

Ho appena finito di leggere un libro: Effetto Collaterale. È l’opera prima di Francesca Tessari, una giovane studentessa di medicina, nonché fiorettista, che le mie amate pedane mi hanno dato la possibilità di conoscere. E queste sono, per chi vorrà continuare a leggere, le mie riflessioni.

Ci sono incontri che ti sorprendono; succede spesso con le persone e di solito sono incontri che lasciano un sorriso nell’anima, una sorta di benessere diffuso, come un leggero strato di sollievo che non riesci a identificare perfettamente. E poi ci sono gli incontri con le storie, con i racconti, magari in un libro; e in questo caso la sorpresa di solito ha un altro sapore, un altro gusto, una piccola bolla di piacere striata da sottili vene di malinconia, proprio in mezzo al petto. Normalmente quando arrivi all’ultima parola, alzi leggermente gli occhi, e non puoi fare a meno di stare un attimo in silenzio a riflettere su quello che hai appena letto. Quando succede di solito vuol dire che hai appena Continua a leggere

Rinascita

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Molti credono che uno dei motivi per cui non abbiamo memoria del momento nella nostra nascita sia il fatto che per un bambino sia un’esperienza di angoscia, e che se lo ricordassimo, quel ricordo ci traumatizzerebbe per tutta la vita. Lasciamo la calda sicurezza del ventre materno, un mondo fatto di suoni ovattati e di luce appena accennata, per un caos di colori e rumori; una miriade di stimoli che improvvisamente ci colpiscono da tutte le direzioni. Lasciamo il caldo tepore del corpo che ci ha ospitato per 9 mesi per un mondo che è più freddo, e che ci è completamente estraneo. Credo che qualsiasi bambino, se potesse esprimere un pensiero in quel momento, vorrebbe soltanto ritornare da dove è appena uscito e non perdere quel contatto caldo e rassicurante. Nascere è doloroso, sicuramente angosciante, Continua a leggere