La terra non trema

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La terra non trema. Dà spallate, prende a calci in culo il tuo letto, schianta le pareti, strappa i soffitti e li mette al posto dei pavimenti, ma non trema. Si trema per il freddo, per la paura. Ma la terra non ha paura; fa paura; quando decide che è arrivato il momento di liberare tutta la sua energia. O meglio; non lo decide, la libera punto e basta. In una frazione di secondo. E non perché noi gli abbiamo fatto qualcosa. La terra non ce l’ha mica con noi, non segue nessun karma. Semplicemente è solo immensamente più grande e più potente di noi. E noi gli stiamo sopra. Se si scrolla le spalle, banalmente, noi non riusciamo a restarci sopra in piedi. E non lo fa in silenzio. È un boato quello che accompagna i suoi movimenti. L’aria vibra ed esplode quando la terra si muove. Uno strato di aria del resto, etereo e leggero, non può nulla contro miliardi di miliardi di tonnellate di pietra che tutto a un tratto si muovono di scatto. Si piega al suo volere. E tu non solo non riesci più a parlare, ma non senti neanche i tuoi pensieri. Quel boato te li ha cancellati. E se ancora sei vivo, e non schiacciato da quelle stesse pietre che pochi istanti prima ti proteggevano, allora barcolli, la polvere che ti ricopre la faccia, come se fossi un fantasma. Non riesci a camminare dritto, anche se la terra si è fermata, come se ti avesse strappato l’equilibrio per sempre, come se il tuo cervello fosse troppo limitato per anche solo immaginare che la terra, immobile, che hai imparato da bambino che sta sempre lì, dove il tuo piede poggia, possa, di botto, non seguire più quelle regole e non essere più immobile, appunto. E ti guardi attorno, esterrefatto, sgomento; non hai più parole, pensieri. Non hai più nulla. E non riesci neanche a concepirla la vastità di quel nulla. È tutto troppo più grande di te.
La terra non trema. Sei tu che tremi. Davanti al nulla. Al nulla che tu puoi fare quando le pareti cominciano a collassare, quando cielo e terra si capovolgono, quando la forza di gravità non vale più, perché è superata da una forza enormemente più grande.
E forse il problema è proprio quello: quando la terra comincia a muoversi, tu non puoi fare più nulla…ma prima si. Puoi prepararti, prima. Puoi costruite pareti che non si sbriciolino, soffitti che non ti crollino addosso, prima. Puoi provare di resistere a quella forza, con strutture che quella forza enorme riescono ad assecondarla, prima. Lo puoi fare; anzi, in realtà è l’unica cosa che puoi fare, prima. Però da noi, spesso più che il prima, usiamo il “prima o poi”. D’altronde ormai è passata, la terra si è fermata, non si muove più; possiamo disseppellire i morti dalle macerie, per seppellirli di nuovo sotto la terra, e la prossima volta che altre case verranno prese a calci in culo, riparleremo ancora di pareti che non si sarebbero dovute sbriciolare e di quanto costi molto meno la prevenzione rispetto alla ricostruzione.
La terra non trema, e noi “prima o poi” impareremo.

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