Archivio mensile:agosto 2016

La terra non trema

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La terra non trema. Dà spallate, prende a calci in culo il tuo letto, schianta le pareti, strappa i soffitti e li mette al posto dei pavimenti, ma non trema. Si trema per il freddo, per la paura. Ma la terra non ha paura; fa paura; quando decide che è arrivato il momento di liberare tutta la sua energia. O meglio; non lo decide, la libera punto e basta. In una frazione di secondo. E non perché noi gli abbiamo fatto qualcosa. La terra non ce l’ha mica con noi, non segue nessun karma. Semplicemente è solo immensamente più grande e più potente di noi. E noi gli stiamo sopra. Se si scrolla le spalle, banalmente, noi non riusciamo a restarci sopra in piedi. E non lo fa in silenzio. È un boato quello che accompagna i suoi movimenti. L’aria vibra ed esplode quando la terra si muove. Uno strato di aria del resto, etereo e leggero, non può nulla contro miliardi di miliardi di tonnellate di pietra che tutto a un tratto si muovono di scatto. Si piega al suo volere. E tu non solo non riesci più a parlare, ma non senti neanche i tuoi pensieri. Quel boato te li ha cancellati. E se ancora sei vivo, e non schiacciato da quelle stesse pietre che pochi istanti prima ti proteggevano, allora barcolli, la polvere che ti ricopre la faccia, come se fossi un fantasma. Non riesci a camminare dritto, anche se la terra si è fermata, come se ti avesse strappato l’equilibrio per sempre, come se il tuo cervello Continua a leggere

Miracolo olimpico

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Sono passate 10 olimpiadi da quando sono nato, 8 da quando riesco ad averne memoria, e di queste, 7 le ho vissute incollato a uno schermo televisivo, sognando di essere su quelle pedane, in quei campi e in quelle palestre. Poche ore fa la fiamma che ha illuminato questi giochi olimpici si è spenta, per tornare nel silenzio mediatico che gli sport considerati minori conoscono bene, e la rivedremo brillare di nuovo solamente fra quattro anni, in un’altra città e in un altro continente. Ma nel frattempo il sogno che lei rappresenta continuerà a restare acceso, vivo, luminoso.
Da oggi succederà qualcosa di semplice e grandioso allo stesso tempo, come ogni giorno dopo ogni olimpiade. Un bambino, o una bambina, stamattina si sveglierà, e andrà dai suoi genitori. Probabilmente con una voce timida, oppure con l’aria sicura di chi pensa che tutto sia facile, e in questo i bambini sono più saggi di noi, gli chiederà di provare questo o quello sport, che lo ha tenuto imbambolato per ore di fronte alla TV. Nel silenzio della sua camera avrà già provato a emulare i campioni che ha visto belli ed eroici, affrontarsi dall’altra parte del mondo, e avrà combattuto con una spada di cartone i loro stessi assalti; oppure con una bacchetta e un pezzo di stoffa avrà provato a emulare la leggerezza dei movimenti delle splendide ginnaste; o avrà fatto cadere quadri e soprammobili Continua a leggere

Le emozioni di un’impresa

Foto AFP

Foto AFP

E ci sono immagini che dicono tutto senza parlare; che riescono a raccontare tutte le emozioni di un’ atleta, come in una sequenza istantanea, mescolate in un tempo infinito e infinitesimale contemporaneamente. Quattro facce della stessa medaglia che descrivono, e trasmettono il turbinio di sensazioni che si nasconde dietro un’impresa sportiva. Come se il fotografo fosse realmente riuscito a rubare ai soggetti immortalati un briciolo della loro anima, quella più sincera, che non riesce, o non vuole, mettere filtri tra quello che prova e quello che mostra. È come in una seduta psicologica in cui si affrontano i diversi stadi delle emozioni, soltanto che qui li vediamo tutti nello stesso istante , in un’immagine collettiva, dove però Continua a leggere