Archivio mensile:luglio 2016

10 motivi per stare con uno schermidore

E dopo le 10 regole, ecco i 10 motivi per stare con uno schermidore.
1. La scherma è uno sport al chiuso…non vi porteremo mai magliette sporche di fango o di erba. E il sudore si lava anche in acqua fredda ( un bel risparmio).
2. Uno schermidore che si rispetti conosce tutti i ristoranti migliori di ogni borgo sperduto in Italia. E comunque ha amici sparsi in tutto lo stivale che possono consigliargliene almeno 10; quindi anche se doveste perdervi in qualche vacanza on the road in giro per la nostra penisola state tranquille, non morirete mai di fame; in cambio però dovrete sorbirvi il racconto di un paio di assalti memorabili… Ovviamente simulati con le posate in mezzo al ristorante.
3. Le gare di scherma sono lunghe e spesso molto lente. Diciamo che con un paio dovreste riuscire a finire di leggere “Guerra e pace” o comunque riuscire a visitare un paio di musei nella località prescelta. E state tranquille… Noi non ce ne accorgeremo mai.
4. Marzo e Aprile sono i mesi con più trasferte. Potrete dedicarvi alle pulizie di Pasqua senza mariti e fidanzati in mezzo ai piedi o spiaggiati sul divano. Ricordatevi però di lasciare a casa il posto per la sacca da scherma.
5. Nella maggior parte dei casi gli schermidori sono persone con un certo stile. Ci viene insegnato da piccoli e lo conserviamo negli anni. Difficilmente vi faremo sfigurare alle cene (e di solito sappiamo anche usare i congiuntivi).
6. Anni passati a impugnare spade, fioretti e sciabole ci hanno fornito una muscolatura della mano iper sviluppata. Non c’è nessun coperchio di barattolo che ci resista.
7. Le olimpiadi sono ogni 4 anni…. Normalmente a parte quelle due settimane il televisore è vostro. E statisticamente molti schermidori non amano il calcio.
8. Ci sarà sempre qualche gara a cui è indispensabile andare. Barattatela con qualche vacanza. Sarete sempre in vantaggio
9. Siamo talmente abituati a gestire lo stress in pedana che le difficoltà della vita non ci abbattono di certo. Stare con uno schermidore vuole dire avere accanto una persona con gli “attributi” (e questo vale anche per le schermitrici).
10. Uno schermidore è talmente innamorato del suo sport che dopo pochi mesi cercherà in tutti i modi di coinvolgervi e fare di voi una schermitrice. Fidatevi e lasciatevi andare. Scoprirete uno sport meraviglioso e capirete perché lui lo ama così tanto. E quando rinuncerà a un gara per voi avrete la prova certa del suo amore… Ma forse, a questo punto, sarete voi che non vorrete rinunciare a quella gara.

Talento o “talent”

Sono sempre stato affascinato dalle parole; e penso che conoscerne la storia, il modo in cui si siano sviluppate nei tempi, e la loro etimologia, aiutino a scoprirne il loro vero significato e a capirle pienamente. Il primo esempio che mi viene in mente è quello legato alla parola talento. Con questa parola noi identifichiamo la capacità innata di una persona di fare bene qualcosa, e, complice anche il successo di molti show televisivi, riteniamo spesso il talento un qualcosa da esibire per accrescere la nostra visibilità, in un’ottica che odora leggermente di esibizionismo. Ma andando a ritroso nella storia di questa splendida parola si scopre che circa 2000 anni fa il talento non era altro che un’unità di misura per pesare l’oro e altri metalli preziosi; ed era un’unità di misura ingente: a seconda dei popoli antichi che la usavano oscillava tra i 20 e i 50 kg. In parole povere un talento era un gran Continua a leggere

La guerriera

Ritratto di una campionessa

E quante volte ti sei sentita dire che eri una privilegiata. Persone che vedevano i tuoi successi, e la facilità con cui il tuo corpo ti aiutava a conquistarli, e, non sapendo assolutamente chi eri, credevano che il gioco fosse tutto lì. E quante volte l’ho pensato anche io. Ti guardavo tirare e seguivo ogni tuo gesto, cercando di carpire ogni tuo piccolo movimento, per poi studiarlo, analizzarlo e magari cercare di riprodurlo con qualcuno che non eri tu. Poi, un giorno, ti ho guardato negli occhi, finalmente, e ho capito. Quello che cercavo non lo avrei mai trovato nelle tue movenze; lì al massino potevo trovare il lavoro dei maestri che avevi incontrato, la perizia con cui erano riusciti a modellare il tuo corpo sulle linee che avevano immaginato per te. Ma tutto questo era solo una piccola parte della tua forza, del tuo valore. Invece, quando ti ho guardato negli occhi, allora finalmente ho avuto la fortuna e il privilegio di ammirare il tuo vero talento. Quello che forse, complice la facilità con cui ti risultava naturale Continua a leggere