Archivio mensile:giugno 2016

La palestra ferita

Per gli amici della Scherma Bergamo

Foto Facebook

Per gli amici della Scherma Bergamo

 

Guardo le foto di una sala scherma trasformata da un temporale estivo in una piscina e mi sale dentro un ‘enorme tristezza. Vedo quelle pedane che sembrano galleggiare e istintivamente penso alle mie pedane e allo sconforto che mi assalirebbe se le trovassi in quelle condizioni. Poi leggo le parole che fanno da didascalia a quelle fotografie e che parlano di un’incuria da parte delle istituzioni preposte alla manutenzione e alla cura delle strutture sportive; e la tristezza velocemente si trasforma in rabbia. Non posso fare a meno di immedesimarmi. Per noi schermidori, di qualsiasi età, la palestra è una sorta di seconda casa; accoglie la maggior parte delle nostre emozioni e spesso diventa anche un rifugio. È un ambiente familiare che racchiude rapporti fondamentali per ognuno di noi, e che spesso viene vissuto anche al di fuori dell’attività sportiva vera e propria. Mia madre, tanti anni fa, scherzando, mi disse che avevo fatto più docce in palestra che a casa, e probabilmente aveva ragione. E in questa semplice constatazione, fatta peraltro da una persona che non ha mai vissuto la scherma, se non per mio riflesso, c’è forse una delle verità più belle e a noi più care: le nostre sale scherma non sono solo edifici e luoghi predisposti ai nostri allenamenti, ma diventano parte della nostra vita e della nostra storia. E istintivamente creiamo un rapporto quasi alchemico con loro. Ci sentiamo protetti al loro interno e tentiamo di ricambiare Continua a leggere

Ai miei ragazzi “quasi” maturi

In questi giorni affronterete i vostri primi veri esami; e in queste settimane sicuramente avrete avuto attorno una marea di persone che vi avranno ripetuto fino allo sfinimento cosa aspettarvi: qualcuno avrà tentato di tranquillizzarvi, probabilmente senza successo, e altri vi avranno fatto sperimentare livelli di stress e nervosismo mai provati prima. E io non voglio aggiungermi a quella pletora di persone; quindi non vi darò consigli o suggerimenti (però il termine pletora potete usarlo sul tema, fa la sua figura). E non vi augurerò neanche buona fortuna; e non per motivi scaramantici, ma perché sono convinto che voi siate gia la vostra fortuna; che l’abbiate già costruita e fatta crescere in questi ultimi anni insieme alla vostra età. E allora sono qui, con il pensiero rivolto ai vostri volti, come se foste qui davanti a me, solo per darvi il benvenuto. Per accogliere, sorridendo, le vostre ultime Continua a leggere