Archivio mensile:maggio 2016

Io non vi voglio

Tempo fa scrissi che il miglior maestro era quello vicino a casa, e oggi, a qualche mese di distanza mi trovo a ripetere a me stesso, e ad altri, questa frase, tipo mantra. Infatti nel frattempo qualcosa è cambiato. Negli ultimi campionati under 14 i miei allievi, e una in particolare, hanno riscosso risultati sicuramente notevoli, coronati con un titolo italiano. E da quel giorno il telefono ha cominciato a squillare. Non nascondo certo la soddisfazione e l’orgoglio per questi risultati, ma con il passare dei giorni, confrontandomi anche con alcuni colleghi, che sarebbe più giusto chiamare amici, ho cominciato a riflettere su quello che mi stava succedendo attorno. Persone che il giorno prima mi passavano accanto senza salutare, hanno cominciato a poggiarmi il braccio sulle spalle e a riempirmi di complimenti, osannando il mio lavoro, e sostenendo che “loro” lo sapevano Continua a leggere

Una stagione di fede assoluta

Foto Trifiletti/Bizzi

Foto Trifiletti/Bizzi

Torno a casa dopo la tua vittoria. Sono ancora frastornato dalla valanga di emozioni che mi hanno travolto in quei pochi minuti, degni della sceneggiatura di un film; mancavano 18 secondi alla tua sconfitta, e sei riuscita a ribaltare tutto. E la mia felicità, anzi, la nostra felicità, è tutta in quell’abbraccio, che sembra fonderci insieme.
Mi siedo sul divano, mia figlia finalmente in braccio, e subito riguardo le foto, per condividere con la mia famiglia la mia gioia. Quando scorrendo le immagini sull’ipad, riappare il nostro abbraccio, mia figlia si irrigidisce, cambia espressione, sul suo volto scompare il sorriso per avermi rivisto dopo 3 giorni, e con una voce a metà tra la sofferenza e l’accusa, mi dice che io devo abbracciare così solo lei. La prima preoccupazione Continua a leggere

Al mio maestro

Seduto in un angolo del palazzetto sto cercando di calmare i battiti del cuore. Mai nella mia vita da maestro ho provato un’emozione simile, e con un po’ di pudore, sorrido delle lacrime che mi sono scese sull’ultima stoccata della mia allieva. Continuo a guardare quel piatto d’argento, il primo per me, e penso che sia bellissimo. Lo guardavo da lontano durante l’assalto e pensavo che brillava tantissimo, e ai miei occhi sembrava quasi irresistibile.
E poi il telefono lì accanto suona, guardo Continua a leggere