Archivio mensile:maggio 2016

Insegnare è accogliere

Foto Daniele Anile

“Cosa vuol dire per te insegnare?”
Ci sono domande che ci obbligano a fermarci e a riflettere. Inizialmente credi che la risposta sia ovvia, quasi scontata. Credi che ti salga facilmente alle labbra; ma poi, quando cominci a sentire il tuo fiato fluire dalla bocca, ti fermi quasi impacciato, e ti rendi conto che forse la risposta che stai per dare non è quella giusta, o almeno, non è del tutto vera. E allora, appunto, ti devi fermare, e riflettere. Perché la domanda è precisa, puntuale: “Cosa significa per te insegnare?”. C’è quel “per te” che non accetta discorsi filosofici, troppo astratti, ma che ti obbliga, se davvero vuoi essere sincero, a interrogarti a fondo sul motivi reali che ti hanno spinto tanti anni prima a dedicarti a questo mestiere. E allora mi rendo conto che ho solo una risposta da dare: per me insegnare vuol dire accogliere; nel senso più concreto del termine. Cioè cercare di soddisfare le istanze di apprendimento di chiunque si rivolga a me, a prescindere dal suo talento Continua a leggere

La mia palestra

A volte basta veramente poco per arrivare in un altro mondo. Un po’ come Alice quando attraversa il famoso specchio, a me é sufficiente passare un semplice cancello verde. Già dai primi passi, complice la discesa rispetto al piano stradale, mi rendo conto che qualcosa è cambiato. Il rumore del traffico sembra scomparire, la stessa luce cambia aspetto. Si scende quella rampa e lo sguardo viene automaticamente attratto dagli alberi e dai prati. Per un attimo si resta spaesati. Difficile credere di essere nel centro storico di una moderna città industriale. Il tempo comincia a fare il primo dei suoi scherzi. Capita, quando si ha a che fare con la scherma. Non sarà l’ultimo di questo breve giro. L’ingresso del Circolo Scherma Terni ora è davanti a me.
Ricordo ancora la prima volta che sono passato sotto la tettoia d’ingresso: anche a causa della porta a vetri leggermente incassata nei muri laterali, quasi a formare un piccolo atrio esterno, ho avuto due emozioni contrastanti. Da una parte un senso di accoglienza, in seguito diventato appartenenza, e dall’altro quasi un profondo senso di sacralità. E’ difficile entrare in un posto che ha visto migliaia di persone attraversare quelle stesse porte, per i tuoi stessi motivi, e non sentire un piccolo brivido Continua a leggere

Buio e colori

Guardando vecchi film mi capita sempre una cosa stranissima. Le immagini scorrono in bianco e nero, con solo leggere sfumature di grigi a lasciar intuire colori inesistenti, e io, non so per quale motivo, immagino che i protagonisti della vita di quegli anni vivessero in un mondo tagliato in due, sospeso fra la luce del bianco e il buio del nero. Come se i colori fossero un’invenzione recente, figlia della mia generazione.
E poi mi rendo conto che esistono immagini che hanno la capacità di trascendere dai colori, che li contengono , pure non possedendoli. Ci sono persone, uomini e donne, ma anche paesaggi, oggetti, che i colori li hanno insiti in sé. Anzi, il bianco e nero paiono esaltare inesistenti scale cromatiche che però, ai miei occhi, risultano evidenti. Come se il colore non fosse un semplice orpello visivo, ma fosse dentro di noi.
E altre volte riesci a vedere splendidi colori anche nel buio di una gara andata male. Quando guardi un atleta perdersi nell’oscurità, ma nonostante Continua a leggere