Archivio mensile:aprile 2016

Diario di viaggio – GPG Riccione/-1

Tra poche ore sarò a Riccione per le finali dei campionati italiani GPG (under 14), e domani il mio primo allievo, anzi, allieva, salirà in pedana, a dare il via agli ultimi giorni di gara di questa lunga kermesse, con le competizioni dedicate alla spada. E allora, mentre comincio a provare la consueta tensione pre gara, accentuata dalla consapevolezza che questo è l’appuntamento che chiude la stagione GPG, l’ultimo, dopo 9 mesi di lavoro (quasi un parto), mi fermo a riflettere sul significato che ha per me. Cosa è per me il GPG di Riccione. È la risposta è semplicissima: Continua a leggere

Assalto

Foto Daniele Anile

Sei seduto, e fai finta di non pensare. Inganni l’attesa con 2 chiacchiere distratte, o mangiando qualcosa a piccoli morsi, ma una irrequietezza nella tua rigidità svela le tue emozioni. L’altoparlante comincia a chiamare con voce distorta una sfilza di nomi e, quando senti il tuo, l’aria intorno a te è come se cominciasse a tremare, anche il tempo cambia aspetto. È come se ti muovessi al rallentatore in mezzo a una folla che si agita a velocità doppia. Mentre raccogli la maschera, le armi, l’acqua e tutto quello che ti può servire, cominci a cercare con gli occhi la pedana. Vuoi vedere se lui, l’avversario, è già arrivato. Da una parte speri di scorgerlo, per avere un’inutile conferma di quello che le tue orecchie hanno sentito, dall’altra non vuoi dargli la soddisfazione di scegliere il lato della pedana. Sai che non cambia nulla, ma se lui si vuole mettere a destra, allora anche per te quello è il lato migliore. Questa è la vostra prima stoccata. Arrivi alla pedana, e lui ancora non c’è; con calma sistemi la tua roba nel lato che ti sei scelto, e quando lo vedi comparire una piccola scarica di adrenalina, consueta Continua a leggere

Zitto e tira

Foto Daniele Anile

Tantissimi anni fa, di ritorno da una vacanza a Londra, regalai a mio fratello una t-shirt con la frase “shut up and play”, zitto e gioca. Dopo pochissimo tempo, la rubai dal suo cassetto e diventó la mia maglietta da gara, da indossare sotto la divisa. Non era particolarmente bella, ma quella frase, insieme a un leggero gusto nell’avergliela presa senza permesso, la rendevano irresistibile ai miei occhi; zitto e gioca. Anni dopo, smessa la divisa da atleta e indossato il piastrone, pensai addirittura di farne fare una nuova leggermente modificata: “shut up and fence”, zitto e tira. In quella semplice frase a mio avviso si nasconde una piccola grande verità, e proprio in questi giorni casualmente, mi sono trovato varie volte a parlarne con i miei atleti, sia under 14 che over 40, ad indicare che questo concetto travalica l’età. Zitto e tira. Spesso noi maestri tendiamo a diventare delle figure indispensabili Continua a leggere