Archivio mensile:marzo 2016

Grazie, perché…

Foto Daniele Anile

Grazie, perché una vita fa mi hai accolto e quella stessa vita me la stai riempiendo.
Grazie, perché ogni giorno mi permetti di sentirmi davvero me stesso.
Grazie, perché sei riuscita a insegnarmi la libertà attraverso il rispetto delle regole.
Grazie, perché in te trovo razionalità e fantasia, mescolate insieme in un connubio perfetto.
Grazie, perché ogni giorno so che ci sarà sempre un momento in cui attraverso di te scoprirò il piacere di essere sorpreso.
Grazie, perché mi hai fatto capire che la perfezione esiste.
Grazie, perché mi hai mostrato da quando ero piccolo l’importanza di stringere la mano al mio avversario, così da non trasformarlo mai in un nemico.
Grazie, perché con te mi sono accorto del valore del tempo, e Continua a leggere

10 regole per stare con uno schermidore

1. Non mi chiedere sempre a che ora finisce una gara. Non ne ho idea, so solo l’orario dell’appello in pedana. E con l’eliminazione diretta più tardi si finisce meglio è. Quindi se sono tornato a casa a mezzogiorno, non dimostrarti troppo contenta…
2. La mia vita sociale è scandita dal calendario delle gare. E se ti sembra strano che io lo guardi ogni volta che programmiamo una cena, rincuorati: ho amici che hanno fatto lo stesso per fissare la data del loro matrimonio.
3. Non mi chiedere cosa ci faccia la coppa del trofeo regionale di carnevale nella mensola dei soprammobili della Thun in salotto… Piuttosto, cosa ci fanno i soprammobili della Thun nella mensola delle coppe??? Continua a leggere

Tecnico, non santo

Si dice che l’esempio valga più di mille parole. E probabilmente è vero. E io come tecnico sono condannato, in virtù di questa frase, alla perfezione; o per lo meno, visto che perfezione e umanità non hanno mai fatto rima, alla santità. Il mio comportamento deve essere sempre irreprensibile, inappuntabile, considerato che ho in mano il futuro e l’educazione degli uomini e delle donne di domani; devo insegnare loro la correttezza, l’educazione, la gestione dell’emozioni, il controllo della rabbia, il rispetto dell’avversario, come affrontare sconfitta e vittoria, che non si dicono le parolacce, l’etica, la morale, e, se avanza tempo, anche un po’ di scherma. E speriamo non si scopra che ho fatto il classico, altrimenti prima o poi mi toccherà andare in palestra con il vocabolario di latino, e infilare, tra una stoccata e l’altra, anche qualche piccolo cenno sulla consecutio temporum (ed è un problema, visto che non l’ho mai capita); e tutto questo in 4 ore a settimana. E se per caso, un giorno non mi accorgo Continua a leggere