Il tempo dei saluti

A volte basta poco per scatenare emozioni e pensieri. Oggi a me è stata sufficiente una foto mandata via messaggio.
Un’allieva sorridente, conosciuta che era ragazzina, e che, giuro non è possibile siano passati già 4 anni, ti mostra la patente di guida appena conquistata. E allora all’inizio sorridi, ti fa piacere questo suo piccolo successo, poi però gli angoli della bocca si abbassano leggermente; si, perché ti ricordi che la settimana prima ti ha parlato della tesina per l’esame di maturità, e allora fai 2 + 2: patente, esame di maturità… E sai già che il risultato sarà la solita emozione che non riuscirai a capire se sarà bianca o nera, che ti resterà nel petto come ghiaccio bollente.
Conosci il destino delle palestre delle città di provincia. Sai che di fronte hai l’ennesima splendida persona che andrà a studiare in un’altra città; è inevitabile, anzi, sai che è giusto.
Lo hai capito dal primo momento che l’hai vista, qualche anno prima; una persona maledettamente troppo in gamba perché la sua vita si limitasse in un’area di pochi chilometri quadrati. Anzi, molto spesso sei stato proprio tu, in tanti momenti passati insieme, a dirle che doveva imparare ad alzare lo sguardo e abituarsi a guardare verso l’orizzonte , a non pensare che il mondo finisse al limite della nostra piccola città, che fuori c’era molto di più. E lei sembra averla imparata molto bene questa lezione.
Dopo tanti anni dovresti esserci abituato, succede ogni volta, ma ogni volta hai sempre le stesse emozioni. L’orgoglio nel vedere dei ragazzi, i tuoi ragazzi, andare avanti nella loro vita e cercare di dimostrare al mondo il proprio valore, quello stesso valore che tu conosci fin troppo bene, e la tristezza di sapere che i momenti insieme si diraderanno sempre di più.

All’inizio cercheranno di tornare più spesso possibile, anche solo per allenarsi per un’ora, ma poi sai già come finirà. Verranno a trovarti una volta al mese, passeranno per un saluto al volo, magari per raccontarti dell’ultimo esame dato; e a questo punto ci sarà un’altra sorriso a due facce, con due emozioni contrapposte. Quando li vedrai uscire dalla porta della palestra, dopo l’ennesimo saluto al volo, sorriderai al pensiero che tra i tanti impegni siano riusciti comunque a trovare il tempo di passare a salutarti e a raccontarti i loro ultimi successi, e penserai che forse, e dico forse, con loro hai fatto un buon lavoro; e poi ci sarà la nostalgia dei tanti momenti passati insieme, delle chiacchierate infinite a bordo di un pulmino nell’ennesima trasferta, dei sorrisi e delle risate, magari anche delle lacrime dopo una sconfitta, e di quegli occhi stanchi, che non riescono a restare aperti per il sonno in quello stesso pulmino che ci riporta a casa, magari con una coppa sulle gambe.
E a quel punto ti riscuoterai dai tuoi pensieri, ti guarderai intorno, e vedrai che sulla pedana ti starà aspettando un altro ragazzino, pronto a fare lezione; che a guardarlo bene somiglia un po’ a quello appena uscito, forse una decina di anni di meno…E alla fine 4- 5 anni sono un sacco di momenti da passare insieme; c’è ancora tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *